SaaS: strategie di ingaggio delle figure tecniche

La carenza di talenti tech riguarda tutto l'ecosistema dell'innovazione, anche gli Startup Studio che però riescono a mitigare il problema nelle fasi iniziali.
SaaS strategia di ingaggio figure tech

Chiunque abbia mai pensato di sviluppare un progetto software, si è dovuto scontrare con una delle più grandi criticità degli ultimi decenni: trovare developer disponibili.

Ho vissuto personalmente il settore della consulenza tecnica e nel corso degli anni ho avuto modo di confrontarmi in maniera diretta con le difficoltà nel reclutamento delle risorse informatiche. In questo articolo affronterò questo problema, avvertito molto sia dalle startup che da aziende più grandi, spiegando come il modello Startup Studio può mitigarlo (almeno nella fase iniziale di un progetto) e delineando alcune strategie per ingaggiare con successo figure tecniche. 

Il problema 

Attualmente, il settore ICT conta in Europa oltre 730.000 aziende: sono loro a sostenere la digitalizzazione dei processi nei paesi europei, oltre che a supportare le aziende di tutti i settori nella trasformazione tecnologica. 

La richiesta di competenze digitali continua però a superare l’offerta. Il 53% delle aziende europee sostiene di avere grosse difficoltà a trovare profili IT disponibili. I costi sostenuti dalle aziende per la ricerca e selezione di questi profili sono enormi. Il processo, che va dall’individuazione alla contrattualizzazione di ogni singolo candidato, può durare anche 21 giorni.

Come si può ben immaginare, l’ecosistema dell’innovazione è fra quelli più impattati da questa problematica. Generalmente, i progetti più innovativi si basano su tecnologie di nicchia spesso conosciute solo da una cerchia ristretta di professionisti, ancora più difficilmente raggiungibili. 

La quantità di linguaggi e di tecnologie è infatti proprio tra le cause della difficoltà nel reperire personale specializzato. Non basta reclutare un esperto IT, è necessario che abbia un’expertise verticale su una o più competenze.

Scouting di figure tech: startup tradizionale vs startup studio

Il problema del reclutare sviluppatori e talenti in campo IT è ancora più sentito dalle startup. Sebbene le startup in ambito software possano offrire a un developer la prospettiva unica e avvincente di costruire qualcosa di completamente nuovo da zero, esse dispongono spesso di risorse più limitate e di un network inferiore rispetto a società più strutturate e che possono offrire più certezze al candidato.

Inoltre, il founder della startup potrebbe non avere le competenze giuste per definire in maniera puntuale le proprie necessità in ambito IT o per riconoscere il profilo giusto sul mercato.

Per una startup SaaS tradizionale, che deve necessariamente creare il team tech prima di cominciare a sviluppare il proprio prodotto, trovare in tempi brevi i developer giusti è di fondamentale importanza. Se non si trovano figure adeguate, non si inizia a sviluppare. Se non si sviluppa, non si ha un prodotto.

Il modello startup studio riesce a mitigare questo problema in più modi. 

Startup Studio vs Startup

Anzitutto lo startup studio dispone già di un proprio team tech con le competenze giuste per gestire la fase iniziale del progetto, identificare i requisiti tecnici, sviluppare un prototipo e creare una roadmap di sviluppo. 

Lo stesso modello di business porta poi gli startup studio ad essere alla ricerca costante di nuovi talenti e ad alimentare un network di professionisti.

Lo startup studio parte quindi avvantaggiato rispetto alla startup tradizionale. In una fase iniziale questo vantaggio può fare la differenza nella sopravvivenza stessa della startup. La startup creata in uno Startup Studio infatti può concentrarsi sin da subito sullo sviluppo del prodotto e solo in un secondo momento preoccuparsi di ricercare i talenti per far crescere il proprio prodotto o servizi, lasciando così il team tech messo a disposizione dallo Startup Studio libero di lavorare sulla successiva nuova startup e così via.

Inoltre, partendo da un’idea di business che ha già superato i primi milestone di validazione, è in grado di offrire al candidato developer qualche certezza in più rispetto a molte startup tradizionali.

Questo non vuol dire che la carenza delle figure tech disponibili non sia un problema per gli Startup Studio. Tutt’altro. Ma la differenza la fa il “quando”. Prima o poi anche la startup nata in uno startup studio si trova ad affrontare le stesse difficoltà di ogni altra azienda che prova a competere per attirare developer di talento in un mercato competitivo. 

A bene vedere quindi, lo startup studio è in grado di rimandare il problema a una fase successiva, ma non di evitarlo. 

Strategie per l’ingaggio di figure tech

In risposta al crescente aumento della domanda di professionisti IT, sono nati numerosi portali che permettono di ricercare developer freelance da ingaggiare. Un aspetto da tenere in considerazione è che, in gran parte dei casi, non è previsto un processo di verifica delle competenze che gli utenti dichiarano sul proprio profilo.

Le aziende di oggi reclutano i propri developer tramite il contatto diretto su LinkedIn, oppure pubblicando offerte di lavoro sui vari portali di job board. Molto spesso però questi strumenti si rivelano inefficaci. L’azienda si ritrova a dover pagare anticipatamente per la pubblicazione delle offerte di lavoro, senza nessuna garanzia di ricevere candidature in target. Una soluzione alternativa, ma certamente più expensive, è quella di appoggiarsi a società di headhunting.

Negli ultimi anni, sempre più aziende si stanno affidando a Partner IT per lo sviluppo dei loro progetti, ingaggiando quindi dei fornitori esterni specializzati, in grado di indirizzarli nelle scelte tecnologiche e accompagnarli nello sviluppo dell’applicativo. Solo nel 2020, il mercato dell’outsourcing è cresciuto più del 17%, generando un volume d’affari di oltre 66 Mrd.

Uno dei vantaggi dell’outsourcing è la possibilità di delegare parte del lavoro ad altre aziende o professionisti, per concentrarsi maggiormente sul proprio core business aziendale, e avere così una struttura dei costi più flessibile (l’esternalizzazione permette di avere un costo variabile anziché fisso).

Per trovare il partner giusto non è necessario fare ricerche estenuanti spesso fine a sé stesse. Esistono piattaforme dedicate – come ad esempio TimeFlow – che fungono da punto di contatto evoluto fra le aziende che ricercano developer e i Partner IT iscritti. Sfruttando le tecnologie basate sull’intelligenza artificiale e il Machine Learning, queste piattaforme riescono a automatizzare totalmente il processo di ricerca e selezione del partner IT ideale.

Rispetto ad altre soluzioni, queste piattaforme dedicate hanno il vantaggio non solo di ridurre i tempi di ricerca ma anche di individuare velocemente le figure più adeguate ad ogni progetto permettendo di raggiungere nel minor tempo possibile gli obiettivi di business, rimanendo agili, fino a quando non ci saranno le condizioni per consolidare un core team interno.

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