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Come gestire momenti di crisi di liquidità
Le crisi di liquidità sono una fase fisiologica del percorso di una startup. Il punto non è evitarle, ma prevederle e anticiparle, per renderle meno critiche.

Prima o poi succede a tutte. Anche alle startup migliori, anche a quelle che crescono bene. Le crisi di liquidità sono una fase fisiologica del percorso. La differenza non sta nell’evitarle - spesso impossibile - ma nel saperle prevedere e gestire senza perdere il controllo. Come abbiamo visto negli articoli precedenti, tutto parte da due strumenti chiave: cash flow e budget. Non sono semplici esercizi di pianificazione, ma veri e propri sistemi di allerta. Se monitorati con rigore, permettono di anticipare i momenti di tensione e intervenire prima che diventino critici.
Un percorso naturale
Nei primi anni di vita, una startup vive quasi sempre in una condizione di “cash burn”: le uscite superano le entrate e la cassa si consuma mese dopo mese. È normale. Per sostenere questa fase, si ricorre al capitale di rischio - business angel, fondi VC, family office - che finanzia la crescita fino al punto in cui il modello diventa sostenibile e inizia a generare cassa. È anche per questo che le startup affrontano più round di investimento (seed, Serie A, Serie B): ogni fase serve a comprare tempo, crescita e validazione.
Accanto all’equity, c’è poi un’altra leva spesso sottovalutata**: la finanza agevolata.** Bandi nazionali, regionali ed europei possono rappresentare un supporto prezioso, anche se con logiche e tempistiche molto diverse rispetto agli investimenti privati.
Quando nasce una crisi di liquidità
Una crisi di liquidità raramente arriva all’improvviso. Nella maggior parte dei casi è il risultato di uno scostamento tra entrate previste e incassi reali. Tali situazioni possono verificarsi, ad esempio, a seguito del mancato incasso di una fattura da parte di un cliente di maggiore importanza, del ritardo nella conclusione del round di investimento o del ritardo nell’incasso delle somme relative ad un bando vinto.
La previsione di tali momenti, con un orizzonte temporale di 3-6 mesi, è di fondamentale importanza per poter implementare strategie di correzione e/o mitigazione. Anticipare il problema significa avere ancora margine per scegliere.
Le leve operative per gestire la liquidità
Quando la tensione di cassa si avvicina, servono strumenti concreti. Non esiste una soluzione unica: spesso la risposta è una combinazione di più leve.
Prestito bancario
Nei periodi di crisi di liquidità, uno strumento finanziario di primaria importanza è rappresentato dal prestito bancario. Tale strumento consente di acquisire nuova liquidità in tempi relativamente brevi, con periodi di rimborso di media o lunga durata. In tali contesti, il prestito bancario si configura come strumento principale per supportare la società durante le fasi di difficoltà finanziaria. Inoltre, le startup possono beneficiare di una garanzia fornita dal Medio Credito Centrale (MCC) sull’80% dell’importo richiesto alla banca.
Anticipo fatture
È frequente che una startup si trovi a realizzare un progetto, o una Proof of Concept (POC), per una grande impresa, la quale potrebbe avere politiche di pagamento dei fornitori non compatibili con quelle di una startup. In tali circostanze, la startup potrebbe dover anticipare i costi di sviluppo del progetto e incassare i relativi ricavi con un ritardo di 60, 90 o 120 giorni.
In questi casi, qualora le fatture presentino importi elevati, l’operazione di anticipo fatture può rappresentare una valida alternativa di finanziamento per la startup. Tale operazione si configura come cessione del credito derivante dalle fatture ad un operatore specializzato, tipicamente una banca, il quale si impegna a riconoscere immediatamente al cedente una somma di denaro inferiore (a sconto) rispetto all’importo della fattura.
Per la startup, può risultare conveniente incassare immediatamente una somma inferiore rispetto all’attesa dei termini di pagamento per l’incasso della totalità della fattura.
Recupero IVA
Una gestione efficace dell’IVA può costituire un elemento cruciale nei periodi di crisi finanziaria. In particolare, durante i primi anni di attività, le startup sostengono spese superiori ai ricavi, generando tipicamente uscite relative all’IVA a debito che possono rappresentare un onere finanziario significativo, talvolta non preventivato con precisione.
L’IVA a debito versata durante l’anno, non compensata con l’IVA a credito, può essere recuperata nell’anno successivo. Tali importi rappresentano una risorsa di liquidità di notevole importanza, consentendo la riduzione delle uscite mensili attraverso la compensazione orizzontale.
In caso di importi di IVA a debito particolarmente elevati e di difficile compensazione, si può valutare la cessione, a prezzo scontato, a operatori specializzati, al fine di ottenere un immediato apporto di liquidità per l’azienda.
In conclusione, le misure più appropriate da adottare si configurano come una combinazione delle strategie precedentemente delineate. Tuttavia, l’elemento di maggiore rilevanza in tali contesti risiede nella capacità di effettuare previsioni accurate, non solo in termini di importi, ma soprattutto in relazione alle tempistiche e ai momenti critici di tensione finanziaria.



